I ragazzi conquistano la città con il gioco.

Lucca 1983


Il cavallo di Ulisse
Il cavallo di Castruccio


Il cavallo detto “di Castruccio” realizzato dallo scultore Ezio Grida in occasione del corteo rievocativo del
“Trionfo di Castruccio Castracani”

Voleva rappresentare l’elemento scenico trainante, una sorta cioè di scultore-giocattolo, da cui si dipartivano i vari momenti del corteo-spettacolo.

Entrando dall’antica porta medioevale attraversava la città trainato dai ragazzo stessi, divenendo una scultura mobile in rapporto scenograficamente diverso con la città nei suoi diversi aspetti architettonici e umani.


ATTIVITA’ D’ANIMAZONE A LUCCA “UNA CITTA’ PER GIOCARE II” – 1983
Corteo di trionfo di Castruccio Castracani e giochi in Piazza San Martino Regia di Vincenzo Moneta

Sono ormai sei o sette anni che nella nostra città si svolgono attività dette"d'animazione", finanziate dall'assessorato alla pubblica istruzione. Per meglio farle conoscere a chi non ne sapesse niente, forse è bene ricordare che queste attività altro non sono che quei famosi Campi Robinson di cui abbiamo visto i cartelli indicatori nella nostra città.

Ma non solo questo: in inverno infatti queste attività integrative si attuano e prendono corpo nella scuola. Ci sono molti pareri in merito, alcuni in accordo e altri naturalmente in disaccordo. Lo scopo di questa istituzione è quello di "coinvolgere" la gente in un lavoro di gruppo. Perché va aggiunto che queste attività hanno la loro sede nelle varie circoscrizioni e molti dicono che altro non c'è stato che spettacolo e che non è davvero "partecipazione e coinvolgimento! " Sembra infatti che il tutto si sia risolto con tombole, balli e canti e da parte dei più impegnati è arrivata puntuale l'accusa: "poca cultura, senza collaborazione attiva". Un altro gruppo ha vissuto invece questa esperienza in maniera di-versa e grazie soprattutto aVincenzo Moneta che si è dato da fare non poco.

Il 9 settembre scorso si è svolto un corteo nella nostra città per rievocare il trionfo della vittoria ottenuta da Castruccio degli Antelminelli, ad Altopascio, sui fiorentini, nel 1325. II fattostorico naturalmente è stato il pretesto per stare insieme ci dice Moneta.
E infatti alla realizzazione dello spettacolo (se così si può chiamare) hanno collaborato una gran quantità di persone. In prima fila la gente, giovani e meno giovani, ragazzi che con molto entusiasmo e tanto interesse si sono prestati per i lavori più disparati.

Gli architetti Lucchesi e Sellari che con lo scultore Ezio Grida, hanno costruito il cavallo di legno, i balestrieri di Pisa, Opera Barga che ha messo a disposizione arredi e costumi, Roberto e Pedro Bianchini che con Franco Nieri e Anna Buonamici hanno realizzato le scenografie e naturalmente questi non sono altro che alcuni dei tanti nomi che andrebbero menzionati.

Anche per questo gruppo così attivo ci sono state critiche. "E o non è teatro questo genere di rappresentazione?"

Durante l'intervista che ho fatto a Moneta per questa domanda è fuoriuscita questa risposta: "Più che di teatro, in questi casi, si deve parlare di terapia; la gente si è da troppo tempo chiusa in sé stessa e questo è un modo come un altro per recuperare la socialità, la disponibilità verso gli altri, la gioia di stare insieme."

La base di questo gruppo è al cinema Eden, in piazza S. Francesco e sembra che giocando e scherzando e lavorando, ci si possa informare, conoscere e stare insieme. Il programma è davvero allettante ma anche molto arduo, comunque bravi e "Buon Lavoro".


Gabrielli Fancelli
Da “Lo Zibaldino”
Settembre 1983