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IL punto O“Il punto O”
(O come Omicron)


Verso altro cielo
sempre fuggì l’animo inquieto
e sempre un indugio mi vinse:
la promessa degli iris violetti
sbocciati un mattino chiaro d’aprile
sul ciglio del fosso
e il tiglio
che intenso nelle notti di Giugno
profuma di donna...
ma un attimo solo si accese
il papavero
il girasole si spense
che già impallidiva
il giardino dei sogni
e venne improvviso l’autunno
e l’ora giunse impaziente
di andare là dove sembra morire
la strada
e i suoi lati s’incontrano
dove non muta con l’orizzonte
il cerchio del dubbio
e corro altro spazio
altro tempo corro
a cercare forse me stesso
e nostalgia mi spinge d’amore
o paura
del muto scadere del tempo
e nuovi pensieri dagli antichi errori
vado inseguendo
eppure
non so dove ho posto il fuoco
di queste mie orbite vagabonde
vorrei conoscere il  punto  O
di questo mio continuo andare
di questo tornare continuo
e sapere chi sono e chi ero alla
 partenza
ché se pure fu lieve partire
amaro è tornare
al sottile gioco dell’apparire
 dell’essere
dove il desiderio si perde
della fuga totale
e il vizio delle parole
spegne il ricordo dei grandi silenzi
nel cuore dell’anima.
                                           
                               Enrico Maccioni

 

 

 

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