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Ritorno a Calcutta (1978)
 

I COLORI NELLA FESTA DI HOLI

Era il secondo viaggio in India ma questa volta si trattava solo di uno scalo intermedio per il cambio dell'aereo che- ci avrebbe portato a Rangun in Birmania.

Abbiamo un giornata a disposizione prima del volo e pensodi superare lo sgomento della prima visita a questa città tornando su i luoghi che maggiormente ci avevano sconvolto per la loro terribile e incredibile sofferenza umana. Decidiamo di recarci alla stazione, ferroviaria di Calcutta dove avevamo vissuto una delle esperienze più sconcertanti. Ma uno spettacolo inatteso ci fa fermare sulla riva del fiume a fianco del grandeponte in ferro che lo scavalca. Inaspettatamente ci troviamo ad assistere ad una delle più importanti ricorrenze indiane, legate al ciclo delle stagioni; la festa di Holi.

Per certi aspetti questa festa può paragonarsi ai Saturnali degli antichi Romani durante i quali si concedeva ad ogni categoria di individui le libertà non concesse in altri periodi dell'anno.

In India il Holi è la festa soprattutto delle persone di bassa casta, che lo celebrano con un abbandono e una febbre di divertimento straordinari.

Come i colori dell'arcobaleno compaiono dopo un temporale rassicurandoci sulla continuità del calore solare questa festa, che segna il passaggio dall'inverno alla primavera, esplode conprotagonismo e la magia dei colori.

I partecipanti si cospargono il corpo e le vesti di polveri coloratissime con l'entusiasmo e la gioia di bambini a cui è permesso di fare quanto fino ad un istante prima è stato severamente proibito.

L'acqua diventa anche in questo caso uno degli elementi protagonisti di questo ciclo annuale. Ogni corpo ha un colore diverso e quando va in acqua per continuare questo "gioco" i colori si spandono in essa facendo somigliare, questa parte del fiume, ad una tavolozza in cui i pennelli di tanti pittori si immergono per creare un ponte di colori per unire la terra al cielo.

I getti e gli spruzzi colorati si confondono e si scambiano in una gioia ormai sconosciuta a noi che similmente usiamo i coriandoli in un rito carnevalesco di cui oggi non ci rimane- che un'arida forma esteriore.

Non proseguiamo la nostra verifica interiore, che passa attraverso la rivisitazione delle miserie umane, preferendo lasciare l'India con le immagini di questa festa di colori e di speranza che ci fa ricordare che la morte è l'inizio della vita.
 
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