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"IL TEATRO"

Il teatro non consiste solamente in una rappresentazione ben preparata: e una forma di vita, e la vita che si rivela a se stessa rivivendo nel gesto e nella parola.

"L'arma che costituisce lo spettacolo e che si trova in principio nelle mani di coloro che sono "dalla parte del manico", quest'arma compie a volte movimenti imprevisti: si rivolta contro colui che credeva di poterla usare, si ribella e lo spettacolo si espande in liberta, precisamente grazie all'atteggiamento del pubblico".

Ognuno si aspetta oggi dallo spettacolo, piu o meno confusamente, qualcosa che va oltre la semplice emozione estetica o sentimentale, spera in una trasformazione del proprio intimo. Tutto puo succedere. E perche tutto succeda, e impossibile che il pubblico resti in un atteggiamento passivo, deve assolutamente partecipare.

Questa partecipazione dello spettatore-attore non si arrestera senza dubbio alla fine dello spettacolo.

Non esiste una fine dello spettacolo, ne del gioco: il teatro prosegue nella vita, che continuamente ricomincia, nella sua doppia forma contraddittoria, fatta al tempo stesso di noto ed ignoto, di prevedibile e di imprevedibile


GLI SPETTACOLI

Gli spettacoli realizzati sono il frutto di una lunga e paziente ricerca culturale sia del nostro mondo, sia di quello orientale, che nei secoli ha contribuito alla formazione della nostra civiltà modificandone alcuni aspetti e introducendone dei nuovi.

Il regista ha sperimentato e vissuto in prima persona, con contatti diretti, quelle culture con le loro realtà ed atmosfere e le ha volute riproporre come ricchezza da condividerecon adulti e ragazzi.

Il risultato di tale ricerca è stato mediato e reso fruibile attraverso l'utilizzazione di strumenti tipici della nostra tradizione culturale, che hanno permesso di coinvolgere il pubblico trasmettendogli proprio alcuni aspetti di quelle culture a lui tanto lontane nel tempo e nello spazio.

La realtà socio-culturale in cui l'operatore interviene non viene trascurata o dimenticata, ma adattata il più possibile all'esigenze dell'età e della condizione dei ragazzi.

La "fiaba orientale"è stata proposta quale orizzonte geografico e temporale in quanto esempio del "fantastico-fabulato", a misura di ragazzi e adulti occidentali.

La parte in cui predomina la presenza della cultura orientale, in alcuni momenti degli spettacoli di Vincenzo Moneta (liberamente tratti da "I viaggi di Simbad" dalle

"Mille e una notte", è un tentativo di trasmettere allo spettatore le esperienze e le sensazioni vissute dal regista nei suoi viaggi in oriente e da "drammatizzare" insieme a lui.

Inoltre attraverso la fiaba si cerca di cogliere il legame fra due culture, "quella occidentale e quella orientale", che pur nella loro diversità pongono l'uomo di fronte agli stessi interrogativi divenendo così momento educativo al "diverso" e al "lontano".

Nel viaggio e nelle continue, quanto impreviste, difficoltà si ritrova l'avventura della vita umana, la lotta tra il bene ed il male, la fatica e l'impegno nell'affrontare le situazioni più dure, gli ostacoli apparentemente insormontabili.

Nel viaggio l'uomo si arricchisce di esperienze ed il ritorno è festa gioiosa perché condivisione delle scoperte acquisite.

 

 

 

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